'the emakers and the Varese lake? Why they love it so much?'
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Nature

Lago di Varese: geologia, morfologia e ittiologia.

di  Luigi Stadera *, 31-10-2008.   

Il lago di Varese ha una superficie di 14,9 km²; una profondità media di 10,7 m e massima di 26 m; un volume d'acqua di 162 milioni di m³ e un bacino imbrifero di 112 km². A nord-ovest la costa è alta e le acque profonde; altrove, e soprattutto a sud-est, la riva è piatta e il canneto fitto e diffuso: «una palude piena di canne, non avara tuttavia di buona pescagione» (MACANEO 1490; testo e traduzione in: FRIGERIO 1975, p. 92).


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Al termine dell'ultima glaciazione, intorno a diciassettemila anni fa, nella sinclinale che corre ai piedi del Campo dei Fiori la conca scavata dal ghiacciaio del Verbano e definita dalla montagna e dalle colline moreniche divenne un grande lago, che scaricava a sud nel Ticino. Quando il livello delle acque, allora superiore ai 255 m sul mare, scese ai 238 di oggi, il bacino si divise nei laghi di Varese, di Biandronno e di Comabbio e in una depressione acquitrinosa, destinata a trasformarsi in torbiera; l'escavazione del combustibile, nella seconda metà dell'800 e nei primi decenni del 900, diede luogo all'attuale palude Brabbia, che il fiume-canale omonimo, emissario del lago di Comabbio, collega con il lago di Varese, di cui è immissario (NANGERONI 1932, 1955, 1980; QUAGLIA 1884). Unico emissario del sistema idrografico derivato dal "grande lago" post-glaciale è ora il Bardello, che defluisce a occidente nel Verbano.

La non grande profondità e la tendenziale eutrofia del lago spiegano la ricchezza del patrimonio ittico, costituito da persici, lucci, anguille, carpe, tinche, alborelle e (fra le specie meno pregiate) da scardole, triotti, cavedani; a fine Ottocento furono immessi il persico trota e il persico sole. Nel Novecento con l'inquinamento comparirono carassi, pesci gatto, siluri ed anche i gamberi rossi della Louisiana.

La conformazione del lago, la presenza di vasti e intricati canneti, le caratteristiche dei pesci più pescati influirono sulle attrezzature e sui sistemi di pesca, comunque non molto diversi, nelle debite proporzioni, da quelli dei grandi laghi limitrofi (Verbano, Lario, Ceresio) e che un'evoluzione lenta e circospetta ha conservato senza stravolgimenti fino all'ultimo dopoguerra.

*) Tratto da "Le Parole dei pescatori", 1998 - Luigi Stadera - Edizioni Lativa